UNA MISURA INNOVATIVA CHE GUARDA AI GIOVANI
La decisione del Comune di Brescia di introdurre il Teen Pass, l’abbonamento gratuito al trasporto pubblico per tutti i residenti nati dal 2008 in poi, rappresenta senza dubbio una delle iniziative più significative dell’attuale amministrazione. Per la prima volta una città italiana sceglie di finanziare interamente con risorse comunali la gratuità di autobus e metropolitana per tutti gli under 19, senza alcuna distinzione di reddito. Oltre trentamila giovani potranno così muoversi gratuitamente all’interno della rete urbana, con un investimento di circa 2,6 milioni di euro all’anno.

L’obiettivo dichiarato dalla Giunta Castelletti è duplice: alleggerire il peso economico sulle famiglie e promuovere un modello di mobilità più sostenibile, abituando le nuove generazioni a considerare il trasporto pubblico come la modalità ordinaria per gli spostamenti quotidiani. Si tratta di finalità condivisibili e difficilmente contestabili.
UNA SCELTA CHE RILANCIA LA CASTELLETTI
Sarebbe ingenuo non cogliere anche il significato politico del provvedimento.
Dopo settimane nelle quali il dibattito cittadino sembrava concentrarsi soprattutto sulle difficoltà dell’amministrazione comunale, il Teen Pass ha consentito alla maggioranza di tornare all’iniziativa con una proposta concreta, facilmente comprensibile e destinata ad avere effetti immediati sulla vita di migliaia di famiglie.

È probabilmente il provvedimento simbolicamente più forte approvato dalla Giunta Castelletti dall’inizio del mandato. E proprio per questo merita una discussione che vada oltre gli slogan, sia quelli entusiastici sia quelli pregiudizialmente contrari.
UN CONFRONTO CHE VA OLTRE GLI SCHIERAMENTI
C’è poi un aspetto che merita di essere riconosciuto. Misure di questo tipo non sono affatto scontate nel panorama delle amministrazioni locali italiane. Molti Comuni amministrati dal centrodestra lamentano la scarsità di risorse destinate al trasporto pubblico, ma raramente scelgono di destinare fondi propri per introdurre agevolazioni di questa portata. Da questo punto di vista la decisione della Giunta Castelletti rappresenta una scelta politica precisa, che investe risorse comunali su un servizio pubblico e che, proprio per questo, merita di essere valutata nel merito.
Il confronto, dunque, non dovrebbe limitarsi alla critica del provvedimento, ma estendersi anche alle alternative. Le amministrazioni o le destre che contestano il Teen Pass dovrebbero indicare quali misure proporrebbero per incentivare l’uso del trasporto pubblico e sostenere le famiglie. Allo stesso tempo, chi governa Brescia è chiamato a dimostrare che questo investimento non resterà un episodio isolato, ma l’inizio di una politica più ampia.
LA DOMANDA SULLE PRIORITÀ
Riconoscere il valore della misura non significa infatti rinunciare a porsi qualche domanda.
La prima riguarda le priorità.
Il Comune di Brescia non è oggi un’amministrazione con margini finanziari limitati. Al contrario, grazie alla partecipazione in A2A ha incassato 81,45 milioni di euro di dividendi relativi all’esercizio 2025, distribuiti nel 2026, con un incremento del 4% rispetto all’anno precedente.
Una disponibilità economica di questo livello è un’opportunità straordinaria, ma comporta anche una maggiore responsabilità nelle scelte politiche. Se si dispone di risorse così consistenti, è naturale che i cittadini si chiedano quale sia il modo migliore per impiegarle.
Da questo punto di vista il Teen Pass rappresenta certamente una risposta. Ma è legittimo domandarsi se potesse essere immaginata una risposta ancora più ampia.
GLI ANZIANI, I GRANDI ESCLUSI
Il punto più debole del provvedimento riguarda probabilmente gli over 65.
Per molti anziani il trasporto pubblico non rappresenta semplicemente una scelta ecologica o un’alternativa all’automobile. È, molto spesso, un servizio essenziale per raggiungere ospedali, ambulatori, uffici pubblici, mercati, negozi e luoghi di socialità.

Paradossalmente, proprio coloro che incontrano maggiori difficoltà negli spostamenti restano esclusi dalla principale agevolazione introdotta dal Comune.
Naturalmente estendere la gratuità anche agli anziani avrebbe richiesto risorse aggiuntive. Nessuno lo mette in dubbio. Ma proprio la disponibilità finanziaria garantita dai dividendi di A2A avrebbe potuto consentire almeno un ulteriore abbattimento delle tariffe per questa fascia della popolazione, oppure l’introduzione di agevolazioni ancora più significative.
UN’ALTRA STRADA ERA POSSIBILE?
Esiste anche una seconda riflessione.
Anziché concentrare l’intero intervento su una sola fascia d’età, non sarebbe stato opportuno valutare una riduzione generalizzata del costo degli abbonamenti o dei biglietti?
Una simile scelta avrebbe distribuito il beneficio sull’intera platea degli utenti del trasporto pubblico, evitando di contrapporre, anche solo indirettamente, una categoria all’altra.
Non si tratta di sostenere che la scelta della Giunta sia sbagliata. Si tratta piuttosto di osservare che, quando le risorse sono importanti, anche le alternative possibili aumentano.
DALLE MISURE SIMBOLICHE A UNA STRATEGIA COMPLESSIVA
Il Teen Pass rappresenta senza dubbio una misura innovativa e destinata a lasciare un segno.

La sensazione, però, è che l’amministrazione abbia scelto un intervento molto efficace dal punto di vista comunicativo, ma ancora settoriale.
Con le risorse oggi disponibili, Brescia potrebbe forse permettersi una riflessione più ampia sul futuro del trasporto pubblico: una politica tariffaria capace di coinvolgere non soltanto i giovani, ma anche gli anziani, i pendolari, le famiglie e tutti coloro che utilizzano autobus e metropolitana ogni giorno.
UNA SFIDA ANCORA APERTA
Il Teen Pass è una buona misura e sarebbe sbagliato negarlo.
Ma proprio perché rappresenta un investimento importante e perché arriva in una fase nella quale il Comune dispone di una capacità finanziaria difficilmente riscontrabile in altre realtà italiane, il dibattito non dovrebbe fermarsi alla soddisfazione per il provvedimento appena approvato.
La vera sfida sarà capire se questa iniziativa rappresenti un episodio isolato oppure il primo passo verso una politica del trasporto pubblico ancora più inclusiva, capace di estendere progressivamente i benefici anche a quelle categorie per le quali il trasporto pubblico costituisce un bisogno quotidiano e non soltanto una scelta di mobilità.
ROSA EVE

