Fornaci non molla. La mobilitazione dei cittadini, nata dal basso contro la minaccia dell’invasione degli agrovoltaici, cresce. E coinvolge non solo gli abitanti del quartiere, ma anche tanti altri Bresciani che stanno prendendo consapevolezza di quello che potrebbe accadere nel quadrante sud-ovest del capoluogo. In zona continuano a comparire nuovi messaggi di dissenso.

A nulla sono servite dunque le misteriose rimozioni notturne di striscioni esposti all’inizio di febbraio, attuate forse per mettere a tacere la voce della gente comune. Ma il confronto e il dissenso non si cancellano con simili metodi. La partecipazione, il dialogo e il rispetto delle opinioni devono restare alla base di qualsiasi decisione che riguarda il territorio e chi lo abita.

Le risposte delle varie amministrazioni e forze politiche dopo l’assemblea del 22 gennaio, di cui avevamo riferito su “Brescia del Popolo”, non hanno fatto altro che aumentare l’ inquietudine. Il penoso rimpallo di responsabilità tra Comune, Provincia, Regione, destra e centrosinistra- tutti uniti a difesa del Partito Unico degli Affari- è stato infatti sconcertante.

Insomma, i cittadini di Fornaci hanno buoni motivi per essere preoccupati, considerando anche i precedenti. Ci riferiamo all’ annoso problema della falda acquifera, una criticità colpisce numerose famiglie del quartiere e che continua a essere sostanzialmente ignorata dall’ amministrazione comunale, mentre gli abitanti sono costretti a intervenire di tasca propria, sostenendo spese ingenti per tenere in funzione 24 ore su 24 pompe che servono ad espellere acqua dalle loro abitazioni e limitare i danni, con bollette sempre più alte e costi continui. Il dubbio che la Giunta governi con un occhio di riguardo per alcuni quartieri e con un certo disinteresse per altri in base ai risultati delle ultime tornate elettorali sorge spontaneo.

Ma tornando ai pannelli fotovoltaici, adesso si sa che i terreni per la loro installazione sono stati dati in affitto alla Snam, società che realizza infrastrutture energetiche, dall’Opera Pia Carboni, emerita istituzione della Diocesi bresciana, con un bel patrimonio diffuso tra terreni e cascine…

L’ unica certezza, ad oggi, sta nel fatto che l’impatto di un impianto di pannelli solari dalle dimensioni di trenta campi di calcio è ignoto. Il disagio per chi vive ogni giorno e il cambiamento profondo dell’ambiente costituiscono un’incognita. Gli abitanti di Fornaci chiedono ascolto, trasparenza e tutela del territorio contro le scelte calate dall’ alto.
FRANCESCO ROVARICH

