IL NOSTRO “NO” SOCIALE HA UN SUO PERCHE’

Sabato 28 febbraio alle 15 in Piazza Rovetta presentiamo a Brescia il “NO sociale” al referendum sulla controriforma della giustizia.

Perché forze sindacali di base, organizzazioni studentesche, movimenti di lotta per la casa e per i diritti sociali, hanno sentito la necessità, assieme a noi di “Potere al Popolo”, di qualificare come “sociale”  il NO alla legge Nordio? Perché la spinta reazionaria e autoritaria del Governo Meloni si alimenta con le ingiustizie sociali sempre più grandi e con il riarmo e la guerra. Più si riduce lo Stato sociale, più cresce lo Stato di polizia. Per questo il nostro NO mette assieme il rifiuto della sottomissione della magistratura al governo, con quello verso le politiche di austerità e di guerra.

Il Governo Meloni vuole distruggere la Costituzione antifascista, non solo con la controriforma della magistratura, ma con i decreti sicurezza, l’autonomia differenziata, il premierato, l’economia di guerra. Per questo il nostro NO è esplicitamente contro il Governo Meloni; e contro questo governo autoritario e guerrafondaio il 14 marzo manifesteremo a Roma.

Il nostro NO a Brescia sottolinea inoltre le ambiguità del Campo Largo, che guida la città. La sindaca Castelletti sinora si è ben guardata anche solo dall’accennare al referendum. E questo non soltanto perché nella maggioranza che la sostiene ha un ruolo determinante Azione, schierata per il SÌ. Ma anche perché la sindaca è sempre più vicina alla destra sulle questioni della sicurezza, dal sostegno al Questore ai Daspo. Nella Regione dove è esploso lo scandalo del poliziotto killer di Rogoredo e dei suoi complici, la sindaca di Brescia non ha mai espresso una parola di vera distinzione dalla propaganda securitaria della destra. Per questo il nostro NO a Brescia è tanto convinto, quanto distinto da chi è subalterno o complice rispetto al progetto autoritario del Governo Meloni.

GIORGIO CREMASCHI