Nei giorni scorsi il postino ha consegnato a Dario Filippini, coordinatore provinciale dell’USB e collaboratore del nostro web magazine Brescia del Popolo, tre raccomandate con cui il Prefetto di Brescia respinge il ricorso contro una sanzione complessiva di 1.160 euro inflitta al sindacato per un gazebo a sostegno di Gaza organizzato lo scorso ottobre in piazza Paolo VI.
Una vicenda che dovrebbe preoccupare non solo chi ha a cuore la causa palestinese, ma tutti coloro che credono nella libertà di manifestazione e di espressione.
La motivazione della multa sarebbe un presunto intralcio alla circolazione. Un’accusa che appare quantomeno discutibile se si considera che il gazebo era collocato in una zona pedonale del centro cittadino. Ancora più grave è che, dopo il Comune, anche la Prefettura abbia ritenuto inammissibili le contestazioni presentate dall’USB, confermando integralmente il provvedimento.

Non siamo di fronte a una semplice questione burocratica. Siamo di fronte a un fatto politico grave. In una fase storica in cui le mobilitazioni sociali, gli scioperi e le manifestazioni vengono sempre più spesso ostacolati e criminalizzati, anche a Brescia si assiste a un restringimento degli spazi democratici. Chi manifesta per la Palestina viene colpito con sanzioni economiche pesanti, come se esprimere solidarietà a un popolo martoriato dalla guerra fosse un problema di ordine pubblico.
Una multa da oltre mille euro non rappresenta soltanto una punizione amministrativa. È un messaggio rivolto a tutti: protestare può costare caro. È un tentativo di scoraggiare la partecipazione, di rendere più difficile l’impegno civile e politico, di limitare nei fatti diritti che la Costituzione dovrebbe garantire.
Per questo la vicenda non riguarda soltanto l’USB o Dario Filippini. Riguarda tutti coloro che ritengono che una democrazia debba garantire il diritto di organizzarsi, manifestare e prendere posizione su quanto accade nel mondo. Oggi viene colpito un gazebo per Gaza; domani potrebbe essere colpita qualsiasi altra forma di dissenso sociale o politico.
L’USB ha annunciato che percorrerà tutte le strade legali per impugnare questi provvedimenti e che promuoverà iniziative pubbliche contro questa deriva repressiva sempre più evidente.
Come Brescia del Popolo esprimiamo – insieme a “Potere al Popolo!”- la nostra piena solidarietà a Dario Filippini e all’USB. Difendere il diritto di manifestare e di esprimere solidarietà al popolo palestinese significa difendere un principio che riguarda tutti. Perché quando vengono limitate le libertà democratiche di alcuni, sono le libertà democratiche di tutti a essere messe in discussione.

No alle multe contro la solidarietà! No alla repressione del dissenso!
REDAZIONE

