EVENTO STORICO
Il fatto che a Brescia si stia assistendo ad una mobilitazione che coinvolge da giorni decine di migliaia di persone merita di essere analizzato. Per rivedere un fenomeno del genere bisogna infatti riavvolgere la pellicola di mezzo secolo e tornare al periodo immediatamente successivo alla Strage di Piazza della Loggia.
Dunque anche a Brescia, venerdì 3 ottobre, si è svolto lo sciopero generale in difesa della Global Sumud Flotilla, dei valori costituzionali e per Gaza. Era la quinta iniziativa nell’ arco di una settimana. Nonostante ciò, si è però rivelata ancora più imponente delle precedenti
Un presidio della Cgil si è tenuto dalle 9 in Largo Formentone, con protagonista il gruppo dirigente della locale Camera del Lavoro. Il minimo sindacale, come si suol dire.

Ma è quanto avvenuto in Piazza Loggia, a risultare sconcertante. Era stracolma di gente già verso le 9.30. Una moltitudine di cittadini aveva risposto all’ appello dei sindacati di base USB, Cobas, CUB, delle associazioni pro Palestina, di “Potere al Popolo” e di tutte le altre formazioni della sinistra extraparlamentare! Da lì decine di migliaia di persone hanno formato un gigantesco corteo. Una stima non esagerata parla di circa 25mila partecipanti (studenti, famiglie con i bambini e lavoratori, tantissimi i giovani) in una città di 200.00 abitanti. Si è trattato insomma di un evento storico.

IL BLOCCO DELLA TANGENZIALE
L’obiettivo dichiarato era raggiungere lo stabilimento Leonardo Breda di via Lunga, individuato dai manifestanti come simbolo del coinvolgimento italiano nella crisi mediorientale e già investito nei giorni scorsi dalla protesta.
Ma il corteo ha deviato dal percorso concordato con le forze dell’ordine e, appunto, ha raggiunto la tangenziale ovest poco prima delle 12, bloccandola per circa un’ora, per tornare poi in centro città. I forti rallentamenti al traffico non hanno provocato le reazioni irate degli automobilisti, che anzi hanno salutato la protesta. Né ci sono state tensioni con poliziotti e carabinieri.

LO SCIOPERO GENERALE
Nel frattempo, lo sciopero generale coinvolgeva tutti i settori pubblici e privati. In città e provincia ha avuto un buon riscontro. Disagi si sono avuti per il trasporto pubblico locale, come già annunciato da Brescia Mobilità.
Significativa l’adesione anche in provincia, con percentuali che in diverse fabbriche hanno superato il 70-80%. In alcuni casi, come alla Stanadyne di Castenedolo, la partecipazione è stata totale. Tra le aziende con i dati più alti figurano Fonderie di San Zeno (70%), Alfa Derivati (90%), Imp Pasotti (90%) e Cavagna Group (80%).
CHI E’ TUTTA QUESTA GENTE?
Questi i fatti, dunque. Proviamo adesso a fare qualche considerazione.
Da dove è spuntata fuori tutta questa gente che da settimane qui a Brescia ha risposto agli appelli di organizzazioni politiche e sindacati privi di rappresentanze istituzionali, nonché di risorse finanziarie come quelle a disposizione degli apparati di Sistema?

E’ evidente che le persone- a partire dai giovani- che si stanno mobilitando su Gaza sono per la stragrande maggioranza quelle che non si fidano dei guerrafondai del Partito Democratico e non votano. Giustamente ritengono che l’offerta politica di un blocco di partiti organizzato dal PD non dia sufficienti garanzie, né sulla politica estera né tanto meno su quella interna.
Per battere il blocco liberalfascista di Meloni bisogna avere il coraggio di provare a riportare al voto il 50% di elettorato che ora si astiene. Le mobilitazioni di queste giorni sembrano una conferma di tale ipotesi. Se riuscissero a saldarsi con il malcontento per il fitto mazzo di contratti collettivi scaduti da anni, per il caro-affitti che sta espellendo persino il ceto medio dalle maggiori città e per le retribuzioni a 5 euro l’ora frutto amaro della “mediazione” dei sindacati concertativi, si verificherebbe una svolta profonda. Ma siamo appena agli inizi.

UNA RIVOLUZIONE DELLE COSCIENZE LIBERE
E’ poi notevole il fatto che la famosa Legge Sicurezza che doveva punire, con anni di galera, un semplice blocco stradale, è rimasta completamente inoperante. Neppure le famose precettazioni sono arrivate. Qui a Brescia è stato spazzato via anche, con la pacifica occupazione di massa, il divieto della sindaca di utilizzare Piazza della Loggia per manifestazioni non “istituzionali” o non di amici suoi. E’ stata una rivolta? No, è stata una rivoluzione delle coscienze libere.

Rispetto allo sciopero, inoltre, il suo carattere “illegittimo” lo ha reso ancora più bello. In genere quelli che si lamentano che gli scioperi dovrebbero essere fatti a tutela solo dei propri diritti, oltre a non aver probabilmente mai fatto un corteo in vita loro quando era necessario per stipendi e pensioni, ritengono che non sia un diritto dell’umanità che il genocidio di Gaza finisca. Un problema che non li riguarda.
Ma le minacce quotidiane contro i manifestanti con i giornalisti di regime e con i ministri bulli non hanno sortito alcun effetto. L’ indignazione è esplosa. Era inevitabile che finisse così.
INSOPPORTABILITA’ DEL SIONISMO
Se solo il governo italiano non fosse composto da magliari preoccupati unicamente di tutelare Israele, le manifestazioni non sarebbero state tanto di successo.
Alle immagini di devastazione ed orrore che arrivano giornalmente da Gaza, si sono ora aggiunte quelle della Flotilla. Le barche sono state affondate, gli attivisti fatti prigionieri, poi umiliati, derisi e minacciati dai ministri psicopatici di Israele, capo in testa Ben-Gvir. Si può immaginare che fine avrebbero fatto gli aiuti consegnati proprio a simili figuri dalla famosa mediazione della Chiesa Cattolica… Comunque, dopo non aver sfamato i forzatori del blocco, perché la tribù di Gerusalemme festeggia il Kippur che impedisce di fare i panini ma non di abbordare le flotte, bombardare Gaza sterminandone gli abitanti e infine picchiare gli studenti che intonano slogan pacifici, Israele aspetta ancora ad espellere gli equipaggi.

Di fronte ad un simile spettacolo, larga parte dell’ opinione pubblica si è resa conto di avere un governo che, unico al mondo tra quelli con cittadini a bordo delle barche, ha di fatto ringraziato Israele per l’atto di pirateria, in quanto non ha direttamente assassinato gli attivisti, come è solito fare…
E ha cominciato a capire che cosa sia il sionismo in realtà: un’ideologia colonialista, razzista, suprematista che sfocia in pratiche genocidiarie.

HA VINTO LA GLOBAL SUMUD FLOTILLA
La vicenda della missione navale di soccorso di Gaza si è conclusa, insomma, con una Waterloo inattesa per i nemici della Flotilla. Chi si aspettava, quando i giornalisti di regime hanno cominciato ad accusare i naviganti di essere radical-chic avulsi dal popolo, di essere sommersi da una tale reazione popolare? Chi si aspettava che chi aveva minacciato di bloccare il paese lo facesse veramente? E chi si aspettava che il Capitano Salvini che aveva minacciato precettazioni e punizioni, non muovesse un dito? Ora che faranno qui a Brescia? Denunceranno più di 20.000 persone e apriranno altrettanti procedimenti penali per violazione delle norme della Legge Sicurezza?

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