DALLA FESTA DEL TESSERAMENTO DI “POTERE AL POPOLO!” IL LANCIO DEL CAMPO INDIPENDENTE ANCHE A BRESCIA
Per oltre trent’anni la politica italiana è stata raccontata come una scelta obbligata tra due soli possibili schieramenti contrapposti. Eppure, mentre si alternavano governi di colore diverso, salari e pensioni perdevano potere d’acquisto, il lavoro diventava più precario, i servizi pubblici si indebolivano e le spese militari aumentavano. È da questa constatazione che nasce la proposta di costruire un Campo Indipendente a Sinistra, al centro della Festa del Tesseramento 2026 di “Potere al Popolo!” svoltasi presso la sede dell’USB di Brescia.

Una partecipazione significativa, un clima conviviale e al tempo stesso ricco di contenuti politici, la volontà comune di guardare oltre gli appuntamenti immediati senza perdere di vista le prossime scadenze elettorali: tutti questi elementi hanno caratterizzato l’ evento bresciano.

Ad aprire l’incontro è stato il coordinatore dell’Assemblea Provinciale di “Potere al Popolo!”, Salvatore Sorace, che ha richiamato la necessità di avviare una fase nuova, impegnativa di iniziativa politica e sociale. Una fase che parta dai bisogni concreti delle classi popolari, dal lavoro, dalla difesa dei servizi pubblici, dalla lotta contro la precarietà e dalla costruzione di un’alternativa credibile a un sistema politico sempre più incapace di rappresentare gli interessi della maggioranza della popolazione.

Il tema centrale della giornata è stato proprio quello della costruzione di uno spazio politico autonomo a Sinistra rispetto al bipolarismo. Negli ultimi decenni, infatti, il confronto pubblico si è progressivamente ridotto a una contrapposizione tra schieramenti che, pur presentandosi come alternativi, finiscono spesso per convergere sulle principali scelte economiche, sociali e internazionali. Da qui l’esigenza, avvertita da un numero crescente di attivisti e militanti, di costruire un polo politico e sociale capace di rappresentare gli interessi del lavoro, della pace e della giustizia sociale senza subordinazioni al centrodestra o al centrosinistra.
Particolarmente significativa in questo senso è stata la presenza di Ivano Mantovani, segretario provinciale del PCI, che ha portato il saluto della propria organizzazione agli intervenuti. Mantovani ha sottolineato come anche il PCI sia impegnato nella ricerca di una prospettiva autonoma per la sinistra di alternativa e ha espresso l’auspicio che possano svilupparsi occasioni di incontro e collaborazione tra le diverse realtà che lavorano in questa direzione. Un passaggio importante, soprattutto in vista delle prossime scadenze elettorali, che rendono sempre più attuale la necessità di confrontarsi sui possibili percorsi unitari.

A seguire è intervenuto Giorgio Cremaschi, tra i promotori nazionali della campagna per il Campo Indipendente a Sinistra. Il suo intervento ha insistito sulla crisi della rappresentanza politica e sulla necessità di rompere con una logica di continua adattabilità alle compatibilità imposte dall’esistente. Troppo spesso, ha osservato Cremaschi, le forze che si alternano al governo finiscono per condividere le stesse scelte fondamentali, dalle politiche economiche a quelle internazionali, alimentando nella popolazione sfiducia, disillusione e astensionismo. Da qui la necessità di costruire un’alternativa che non si limiti alla testimonianza ma sia capace di incidere concretamente nella realtà sociale e politica del Paese. Da qualche parte bisogna cominciare a dire basta, perchè questo degrado politico non è più accettabile.

La discussione si è poi allargata ai temi internazionali. L’intervento di un esponente bresciano dell’Associazione Italia-Cuba, recentemente entrato in “Potere al Popolo!”, ha richiamato l’attenzione sulle crescenti tensioni globali e sulle responsabilità delle politiche imperialiste. Nel suo contributo è stato sottolineato il valore della solidarietà internazionalista, la necessità di non lasciare isolata l’esperienza socialista cubana e l’importanza di mantenere alta l’attenzione sulla tragedia che continua a consumarsi a Gaza e nel resto della Palestina.

Nel corso dell’iniziativa è emersa una convinzione condivisa: la costruzione di un Campo Indipendente a Sinistra non può ridursi a una semplice operazione elettorale né alla sommatoria di sigle già esistenti. Per avere una prospettiva reale dovrà radicarsi nei territori, nei luoghi di lavoro, nelle vertenze sociali e nelle esperienze associative che continuano a esprimere bisogni e conflitti spesso ignorati dalla politica istituzionale.
La Festa del Tesseramento si è così trasformata in qualcosa di più di un appuntamento organizzativo. È stata l’occasione per avviare anche a Brescia una discussione che guarda al futuro e che prova a rispondere a una domanda sempre più diffusa: come ricostruire una rappresentanza politica autonoma per chi non si riconosce nelle scelte e nelle compatibilità del bipolarismo?
Le risposte sono ancora tutte da costruire. Ma il confronto avviato presso la sede dell’USB indica che, almeno per una parte della sinistra politica e sociale bresciana, il tempo della semplice testimonianza non è più sufficiente e che la ricerca di nuove forme di iniziativa comune è ormai una necessità concreta.

La strada è lunga e gli ostacoli non mancano. Ma dalla Festa del Tesseramento è emerso un dato politico che merita attenzione: anche a Brescia esistono energie, organizzazioni e sensibilità diverse che avvertono la necessità di uscire dalla gabbia del bipolarismo. Trasformare questa esigenza in un progetto politico e sociale capace di incidere nella realtà sarà la sfida dei prossimi mesi.
FILIPPO RONCHI

