Si intensifica e aggrava la repressione poliziesca a Brescia. Questa mattina sono state effettuate perquisizioni nelle abitazioni di alcuni del manifestanti per la Palestina il 27 settembre.
Oltre 10.000 persone allora parteciparono al corteo che giunse fino alla Leonardo, per protestare contro le fabbriche di morte e i loro affari con Israele . Poco prima di giungere allo stabilimento il corteo fu aggredito da qualche decina di fascisti, presenti ad un incontro sportivo. I manifestanti furono oggetto del lancio di bottiglie e sassi da parte di costoro. Ora alcuni nostri manifestanti hanno visto perquisite le loro abitazioni mentre altri sono denunciati per le scritte contro la guerra davanti alla Leonardo!

Solo pochi giorni fa abbiamo saputo che 16 compagne e compagni, tra cui molti giovani, erano stati a loro volta denunciati per i fatti del 22 settembre. Quando la polizia caricò brutalmente il corteo che voleva avvicinarsi alla stazione .
È evidente che la Questura di Brescia si sta distinguendo per la zelante applicazione dei “Decreti Sicurezza”, contro manifestazioni e manifestanti che nella nostra città si sono svolte sempre con grande passione, ma sempre in modo assolutamente pacifico.
Le gravi misure adottate dalla Questura sono una questione democratica per tutta la città. Eppure di fronte a questa escalation repressiva dobbiamo constatare il silenzio dei vertici del mondo di centrosinistra bresciano, PD ANPI CGIL, nonché la sostanziale complicità della Giunta Comunale.
Questo mentre sempre più spesso i gruppi neofascisti vedono autorizzate scorribande razziste in città.
“Potere al Popolo” è al fianco di tutte le compagne di tutti i compagni denunciati.
La repressione non ci fermerà, e il prossimo sciopero generale il 28 novembre, con la manifestazione a Brescia, sarà anche una risposta alle sempre più gravi decisioni della Questura.
Toccano uno, toccano tutti.
REDAZIONE
