UN FESTIVAL VARIEGATO
Il Festival della Pace che si è aperto il 7 novembre a Brescia, patrocinato dal Comune, rappresenta plasticamente la capacità dell’ attuale sindaca di tenere insieme, nel suo centrosinistra di governo, di tutto e di più.
Il panorama è molto vario. Si va dai “riformisti” del PD e di Azione-Italia Viva ai rappresentanti della locale comunità palestinese e del centro sociale che “a titolo personale” siedono come consiglieri di maggioranza a Palazzo Loggia.

C’E’ POSTO PER TUTTI
Non caso quindi il Festival vedrà una fittissima serie di incontri e dibattiti con noti pacifisti e ambientalisti locali e internazionali. Poi ci saranno mostre di artisti palestinesi. Ma all’inaugurazione del Festival uno spazio d’ onore è stato riservato alla Vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno. Che è anche la massima esponente dell’ “area culturale riformista” del Pd, . Così come un appuntamento saliente sarà quello con il giornalista Maurizio Molinari. Cioè uno dei massimi esponenti del sionismo in Italia. A lui i sarà data l’opportunità di presentare il suo ultimo libro.
UN PERSONAGGIO TRISTEMENTE NOTO
Tornando alla Picierno, il personaggio è tristemente noto. Indimenticabili, in questo senso, la sua partecipazione qualche mese fa ad un meeting con Israel Defense and Security Forum (IDSF), un think tank israeliano di estrema destra che sostiene l’occupazione illegale dei territori in Cisgiordania. E quella, più recente, ad un convegno in cui si denigrava la figura di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati.
Per non parlare dell’aperto sostegno sempre dichiarato, da parte della suddetta Picierno, alle politiche di riarmo europee per scongiurare l’invasione delle armate di Putin. E dell’ossessione che l’ha portata a lanciare appelli per impedire l’ingresso in Italia- dove erano stati invitati per eventi culturali- di importanti artisti e intellettuali russi, regolarmente bollati come sostenitori del dittatore di Mosca.
FARE LA GUERRA PER OTTENERE LA PACE
Così il 7 novembre, dopo che Laura Castelletti, nel suo discorso inaugurale, aveva dichiarato di essere convinta che Brescia saprà scegliere “di proseguire senza esitazione il cammino europeo, il più avanzato di democrazia e solidarietà mai realizzato” nella storia del genere umano, la Picierno per non essere da meno è intervenuta da par suo, rincarando la dose.

L’ esponente dem ha rimarcato infatti che se nel Vecchio Continente ci sono tutta questa gran democrazia e tutta questa bella solidarietà, lo si deve al progetto di un’Europa capace di difendersi con le armi e con un esercito al servizio di “una forza globale democratica ispirata al diritto. Perché un’ Europa indifesa non può difendere la pace”. Quindi, per la Picierno, “il pacifismo significherebbe cedere alle ragioni del più forte”.
ALCUNI BRESCIANI NON SE LA BEVONO
Ma ci sono dei Bresciani che questa “narrazione” non se la bevono. La presenza della convinta opportunista, sciovinista e socialimperialista Pina Picierno è stata infatti contestata sia dentro sia fuori Palazzo Loggia. Alcuni cittadini si sono alzati e hanno voltato le spalle durante l’ intervento della Vice Presidente del Parlamento Europeo in segno di protesta.

Sotto la sede del Comune, invece, sono stati esposti striscioni da parte di rappresentanti di Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, del sindacato USB e del Centro Sociale 28 maggio di Rovato. E’ stato rilevato come «il Comune di Brescia ha compiuto un attacco al pacifismo vero con questo invito inopportuno che squalifica l’evento».

Eppure, in fondo la Giunta Castelletti e la maggioranza che la sostiene sono in perfetta sintonia con il mondo orwelliano in cui ci troviamo a vivere. Nello specifico, si vuole fare passare una politica guerrafondaia per politica di pace.
LA REAZIONE VELENOSA
La vicepresidente del Parlamento Europeo è stata contestata pacificamente e civilmente. Ha esposto senza problemi tutte le sue sanguinarie teorie guerrafondaie. Non ha potuto dunque atteggiarsi a vittima di chissà quali prevaricazioni e violenze che le avrebbero impedito di parlare. Allora ha rilasciato una dichiarazione velenosa. Ha affermato- rivelando ancora una volta la sua fobia complottistica- che “le contestazioni rivolte a me e all’ Europa sono mosse da persone che, consapevolmente o meno, fanno il gioco degli autocrati e dei regimi militari”!
La miglior risposta a simili esternazioni sta in uno degli striscioni esposti dai manifestanti.

EMMA RED

