Anche Brescia, come avevamo annunciato, è scesa dunque in piazza il 3 luglio, al pari di decine di altre città, a 1.000 giorni dall’avvio del genocidio a Gaza da parte di Israele.
Tante persone si sono trovate la sera del 3 luglio davanti alle scuole elementari Calini, nel Carmine.

Merito degli instancabili organizzatori del Presidio Permanente per la Palestina, che da un mese e mezzo tutte le sere alle 19 sensibilizzano sulla tragedia in atto le piazze cittadine e che hanno annunciato di continuare la mobilitazione in tutti i prossimi giorni.
Al presidio per i 1.000 giorni di genocidio si sono alternati interventi e musiche, eseguite da Sara Girelli, Marina Corti e Bruno Podestà e spesso cantate da tutta la piazza.

Il nostro Giorgio Cremaschi è intervenuto ponendo tre temi di fondo.

Il primo è che i 1.000 giorni di genocidio a Gaza sono la conseguenza diretta dei 28.500 giorni dalla Nakba, con Israele che ha sempre esercitato un violento dominio razzista sui Palestinesi.
Il secondo è che il genocidio a Gaza e in Palestina oggi lo si conosce bene. Non c’è la giustificazione usata dopo Auschwitz: “Io non sapevo”. Oggi vediamo il genocidio in diretta. Oggi la stessa ONU ci informa che i soldati IDF sparano volutamente ai bambini per sterminare un popolo.
Insomma sappiamo già tutto e quindi- questa la terza considerazione di Cremaschi- è colpevole la complicità con il genocidio da parte dei governi, delle istituzioni, della politica e della grande stampa.
A parole quasi tutti condannano Netanyahu e il suo governo di mostri fascisti, ma nei fatti quasi tutti i governi lo sostengono e chi è all’opposizione finge, finge soltanto, una posizione diversa.
Non ci sono sanzioni contro Israele, le armi ed il sostegno di USA e NATO continuano, mentre viene criminalizzato il boicottaggio dei criminali invece dei criminali stessi.
In Italia Meloni e il suo governo sono complici, ma lo è anche là sindaca di Brescia Castelletti che ha fatto approvare in Consiglio Comunale il famigerato protocollo IHRA voluto da Netanyahu. Quello che equipara all’antisemitismo il sostegno alla causa palestinese.
È complice il sindaco di Milano Sala, che ha rifiutato di sospendere il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv. È complice il sindaco di Roma Gualtieri, che ha donato alla comunità ebraica della Capitale un edificio pubblico perché vi faccia una scuola, che ha il dichiarato compito di educare le giovani generazioni al sionismo e alla guerra.
E poi, ha aggiunto Cremaschi, c’è la complicità della grande stampa e delle tv, che obbediscono tutte alla propaganda israeliana. Sono la “scorta mediatica al genocidio”, come ha denunciato un giornalista onesto che si è dimesso da La Repubblica.
Noi non possiamo arrivare a fermare Netanyahu, però possiamo denunciare e contestare i suoi complici e ribellarci qui.
E questo conta, come hanno dimostrato le grandi mobilitazioni di autunno e le azioni delle flottiglie. Se noi agiamo contro i complici di Israele qui da noi e li mettiamo in difficoltà, anche Netanyahu viene colpito.
Quindi le mobilitazioni per la Palestina e i boicottaggi di Israele devono continuare. Questo è quello che possiamo e dobbiamo fare e alla fine è quello che può contare, contro la complicità con gli assassini da parte dei palazzi del potere.
Così ha concluso Giorgio Cremaschi.
Altri interventi hanno poi affrontato il tema del boicottaggio di Israele, in particolare ricordando la petizione al Comune di Brescia perché le Farmacie Comunali non forniscano più i medicinali TEVA.

Il presidio ha offerto ai partecipanti delle fette di anguria, che rappresentano i colori della Palestina, e si è concluso con i prossimi appuntamenti. Il 4 e 5 luglio il presidio sarà alle 20 in Piazza Duomo … Poi continuerà in altre piazze cittadine.
Brescia è sempre in piazza per la libertà della Palestina.
REDAZIONE

