DA MONTICHIARI UN SEGNALE DI SPERANZA E DI LOTTA PER TUTTO IL PAESE

Ancora una lettera, l’ennesima, questa volta comprensiva   di un messaggio molto chiaro: “Puoi dire tutto.  Solo di una cosa non devi parlare. Cioè di quello che si fa, nell’ aeroporto civile di Montichiari, per favorire o non ostacolare o contribuire  alle guerre in corso, che siano quella in Palestina o quella in Ucraina poco importa . E’ assolutamente vietato”.

Addirittura la Commissione voluta dalla legge 146/90 per limitare gli scioperi,  che prova ogni volta a fermarli, cerca di confondere le cose e mette sullo stesso piano le armi, le medicine, il pane. Ecco, le armi considerate “bene e sevizio essenziale” ancora ci mancavano.

Davvero un’idea balzana quella di pensare che si possano salvare le vite di donne e bambini, finanziando la guerra o caricando e scaricando aerei pieni di razzi, bombe, munizioni, mitra e fucili.

Eppure il  delegato USB dell’aeroporto di Montichiari è stato raggiunto da una contestazione disciplinare da parte dell’azienda, presso la quale lavora da più di vent’anni, proprio per aver divulgato la notizia del passaggio di missili che era previsto per lo scorso 25 giugno.

Così la premiata ditta GDA Handling ha inviato il 9 luglio una nuova contestazione a Luigi Borrelli, delegato USB appunto, eletto nella RSU dell’azienda e Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza. L’ accusa: aver reso note informazioni riservate e aver descritto il clima di repressione che sta subendo da parte dell’azienda.

Luigi è stato infatti già sanzionato più volte dalla GDA Handling con multe e giorni di sospensione e sempre con la stessa motivazione legata al suo rifiuto   del lavoro per la movimentazione di materiale bellico.

A Luigi viene anche contestato di aver difeso  pubblicamente la sua tenace opposizione. Questa coraggiosa e sacrosanta rivendicazione è avvenuta infatti durante un Convegno promosso da USB e dal Centro Giuridico Abdel Salam – Ceing lo scorso 11 giugno, convocato proprio per discutere delle tutele giuridiche di lavoratori e delegati che si rifiutino di collaborare ad attività connesse con la guerra.

Riepilogando, dunque: l’utilizzo di aeroporti civili per movimentare le armi è una notizia che deve rimanere nascosta, né i lavoratori devono permettersi di opporsi al coinvolgimento coatto in operazioni di guerra. E’ questo un chiaro segnale intimidatorio. Luigi e chi si oppone al trasporto delle armi se la vedranno brutta, se la passeranno molto male. A meno che non chinino la testa alla volontà dell’ azienda.

Ma lottare contro la guerra e il genocidio è dovere di ogni sindacato. Bloccare il trasporto delle armi è legittimo. Per questo esprimiamo a Luigi Borrelli piena solidarietà. Siamo insieme a Luigi. Noi non lavoriamo per la guerra!

Ecco perché per giovedì 17 luglio, dalle ore 16.30 alle ore 19,30, l’ Unione Sindacale di Base ha  organizzato un presidio , cui anche “Potere al Popolo” di Brescia e Provincia aderisce convintamente, in Piazza Paolo VI, al solito angolo del palazzo dove ha sede la Prefettura.

Al Prefetto abbiamo chiesto un incontro, chissà se vorrà ascoltare le ragioni di chi non vuole essere complice del genocidio, della guerra.

Vi aspettiamo, non abbiamo bisogno questa volta di firme e solidarietà, ma di persone in carne e ossa che testimonino con la loro presenza fisica che trasportare armi non è come trasportare medicine o pane.  Mettiamoci la faccia e facciamoli smettere. La scelta scellerata di trasformare l’ aeroporto “D’ Annunzio” in uno scalo di movimentazione bellica sta oltretutto facendo diventare Montichiari un potenziale bersaglio nel caso, sempre meno remoto, di un conflitto aperto tra NATO e Russia.

Nel frattempo, il 10 ed 11 luglio, si tiene a Roma la conferenza mondiale per la ricostruzione dell’Ucraina bombardata.

Nella messinscena di un grande evento internazionale, gli stessi che hanno fomentato il golpe del 2014 noto come “Euromaidan”, che non hanno avuto nulla da eccepire quando il regime di Kiev ha messo fuori legge una dozzina di partiti ucraini non allineati alla volontà della UE e della NATO, si riempiono ipocritamente la bocca declamando discorsi sulla democrazia.

La classe dirigente euroatlantica e gli intellettuali ben pagati al suo servizio  ci spiegano sempre- negli interventi ufficiali e attraverso i potenti organi d’ informazione di cui dispongono-  che la democrazia serve per far crescere i popoli in libertà. Ma di che cosa sia veramente la libertà non sanno niente.

DARIO FILIPPINI