DONNE IN NERO, TENDA BIANCA, PALESTINA LIBERA

ORRORE SENZA PIU’ LIMITI

Non c’è più limite all’ orrore.

Ogni giorno Israele commette un crimine, un massacro o un atto immorale. Ogni giorno i suoi sostenitori negano i crimini atroci, quando invece non li rivendicano a gran voce.

Ben-Gvir, il ministro israeliano responsabile della sicurezza e dei prigionieri palestinesi, ammette di averli ridotti alla fame (il che già sarebbe un crimine), poi entra in un carcere gridando contro un leader della resistenza palestinese, che è in prigione da 22 anni, umiliandolo.

Israele è ormai molto peggio del Sud Africa dell’ apartheid anglo-boero. La soluzione finale della questione palestinese programmata dai sionisti prevede i palestinesi deportati in qualche landa africana sperduta o deposti nelle bare e quel loro leader, Barghouti, morto in ogni caso.

Oggi un ospedale distrutto con annesso massacro di medici, infermieri, pazienti e giornalisti che lavoravano per reti televisive e agenzie di stampa occidentali. Il mainstream ci farà sapere che erano anch’ essi tutti terroristi camuffati, come quel loro collega disintegrato non molto tempo fa?  Il giorno prima visita di Influencer altamente selezionati dallo Stato sionista. Uno di essi si divertiva anche a fare il nero buffone e diceva che a Gaza ci sono cibo e opportunità per tutti, accusando l ‘ Egitto di aver costruito un “muro” contro gli aiuti, quando tutti sanno che l’Egitto non li può inviare attraverso un valico che occupa Israele.

Giuliano  Ferrara, Maurizio Molinari e numerose altre firme di grido dell’“informazione” italiana dicono apertamente che non solo Gaza, ma anche la Cisgiordania devono essere ripulite dai propri abitanti, perché non c’è alternativa .

Israele, uno Stato che ha bloccato per tre mesi ogni aiuto alimentare e che per due mesi ne ha mandati di insufficienti, massacrando chi andava a ritirarli e che dice che non c’entra con la fame. Israele che ha distrutto ogni organizzazione delle Nazioni Unite presente in loco.  Che inventa la leucemia per chi muore di stenti.  Non avrebbe ripristinano neppure quel piccolo rivolo di aiuti che arriva e che solo gli Usa hanno potuto pretendere

L ‘ unica posizione corretta- giunti a questo punto – è intervenire militarmente contro una simile barbarie. Con tutti i rischi del caso, perché Israele è uno Stato di matti con la bomba atomica. Bisogna che l’ ONU si decida a concentrare i caschi blu al confine dell’Egitto malgrado il veto statunitense, o per lo meno bisogna dare ogni appoggio politico e militare a chi resiste. E’ una speranza velleitaria?  Alcuni Stati nel Mondo agiscono già in questo senso .

DONNE IN NERO

E qui da noi la parte più sensibile dell’opinione pubblica bresciana, nei limiti delle sue possibilità, non sta a guardare, ma ininterrottamente manifesta il suo sdegno e la sua protesta. Da quasi due anni è così.

Il 23 agosto un corteo silenzioso di oltre 200 persone, promosso ed organizzato  dall’associazione «Donne in cammino per la pace», vestite di nero «in segno di lutto» e con al braccio lo «straccio bianco della pace», ha attraversato in mattinata la città da via Gramsci fino alla sede di Leonardo in via Lunga, per chiedere «lo stop alla complicità dell’Italia e dell’Europa al genocidio in atto a Gaza».

SMASCHERARE IN ITALIA I COMPLICI D’ AFFARI

Luoghi di partenza e di arrivo simbolici.

Via Gramsci è infatti la sede di una delle filiali della Banca Intesa Sanpaolo. Questo colosso finanziario italiano ha una collaborazione strategica con Israele attraverso il suo Intesa Sanpaolo Innovation Center, che punta sugli hub d’innovazione dello Stato ebraico per valorizzare le risorse hi-tech. Ha anche lanciato un programma di accelerazione per startup italiane in Israele e supporta gli investimenti in ricerca e sviluppo nello Stato sionista. E’ stata infine individuata tra quelle che offrono servizi di finanziamento ad aziende armiere che riforniscono Israele, benché la posizione ufficiale della banca sia quella di non essere coinvolta in questo tipo di transazioni. 

Le manifestanti hanno poi appeso dei teli sulla cancellata dello stabilimento bresciano dell’azienda di produzione di sistemi di difesa “Leonardo”. Sui teli si potevano leggere scritte che denunciavano la complicità dell’azienda con le azioni belliche di Israele, attraverso la fornitura di armi. Sulla cancellata hanno inoltre appeso degli stracci bianchi, «perché la pace è ormai diventata uno straccio».

LA TENDA BIANCA 2

A partire da domenica 24 agosto, inoltre, è stata avviata l’iniziativa «Tenda di solidarietà per la Palestina», che si terrà in piazza Rovetta fino al 29 agosto. E’ una ripresa dell’ opera di sensibilizzazione attuata con le medesime modalità agli inizi di maggio di quest’ anno.

Per sei giorni si alterneranno testimonianze su Gaza, letture, interventi di medici sulla situazione sanitaria nella Striscia e momenti musicali. Quotidianamente, a partire dalle 18, verranno letti i nomi dei bambini uccisi a Gaza (tranne domenica 24 e giovedì 28, quando la lettura inizierà alle 19.30). La sera del 24 sarà anche trasmesso un messaggio audio di Moni Ovadia.

L’iniziativa vuole manifestare solidarietà ai palestinesi e ai medici e infermieri della Striscia. Si chiede in particolare la liberazione del medico Hussam Abu Safya, direttore di un ospedale di Gaza arrestato dall’esercito israeliano a dicembre 2024, e di tutti i sanitari detenuti, “nonché giustizia per le vittime tra il personale medico e paramedico”.

Ad oggi si contano infatti 1.500 sanitari uccisi e centinaia gettati in carcere.

Nella tenda in piazza Rovetta si terranno eventi fissi: ogni sera alle 20.30 un medico parlerà della situazione sanitaria a Gaza, seguiranno momenti di approfondimento.

L’ ADESIONE DI “POTERE AL POPOLO”

Come “Potere al Popolo!” di Brescia e Provincia siamo e saremo presenti alla Tenda per i turni di presidio e nelle iniziative dalle 18 in poi.

Vi ricordiamo il boicottaggio dei prodotti e degli sporchi affari di Israele e vi aspettiamo alla Tenda!

REDAZIONE